Primo “Alba delle Dolomiti” a Passo San Pellegrino
Passo San Pellegrino (TN – Val di Fassa) – Estate ricca d’eventi quella del Passo San Pellegrino, ampio e soleggiato altipiano situato nel cuore della Val di Fassa, a pochi chilometri di distanza da rinomate località turistiche come Moena e Falcade.
Sabato 31 luglio, alle ore 6.00, il Col Margherita ospiterà l’ “Alba delle Dolomiti”, emozionante e coinvolgente festival in alta quota che raduna artisti di fama internazionale sulle montagne più belle dell’arco alpino unendo alla magia del sole nascente le grandi passioni per l’arte, la montagna e la natura.
Moni Ovadia, attore, cantante, compositore, nonché grande portavoce della cultura ebraica, raggiungerà a piedi, insieme al pubblico, il luogo dell’ esibizione, teatro naturale in cui la musica e le parole verranno proposte in piena sintonia con l’ambiente circostante. Per salutare il sorgere del sole nella splendida cornice del Passo San Pellegrino.
L’evento prevede una breve escursione dal fondo valle e la partecipazione è libera e gratuita. Per l’occasione la funivia di Col Margherita sarà aperta dalle ore 4.00 del mattino per permettere a tutti i partecipanti di portarsi facilmente in alta quota e raggiungere, poi, con una breve escursione il luogo dell’esibizione.
Dopo l’evento, nell’area adiacente all’arrivo dell’impianto, verrà offerta la colazione a tutti coloro che avranno acquistato un biglietto di risalita -andata e ritorno- : un piacere reso ancora più grande dalla coffee experience Saeco grazie alla quale sarà possibile assaporare il gusto del migliore espresso italiano macinato all’istante.
Un appuntamento da non perdere per vivere in modo diverso, immersi in un atmosfera unica e irripetibile, la purezza e maestosità di uno degli scorci più belli delle Dolomiti, patrimonio universale dell’Umanità.
Chi è Moni Ovadia
Moni Ovadia nasce a Plovdiv, in Bulgaria, nel 1946. Studia a Milano dove si laurea in scienze politiche e incomincia la sua attività artistica come cantante e musicista nel gruppo dell’almanacco popolare. Nel 1972 fonda e dirige il gruppo folk internazionale che, nel 1975, si trasforma nell’Ensemble Havadi.
Il teatro entra nella sua vita nel 1984, quando inizia a collaborare con Pier’Alli, Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Giorgio Marini, Franco Parenti e Mara Cantoni. Quest’ultima, in particolare, gli fornirà l’occasione per fondere le proprie esperienze di attore e di musicista, dando vita alla proposta di un teatro musicale lungo il quale ancora oggi opera la sua ricerca espressiva.
Inizia così una stagione produttiva fiorente di lavori di inestimabile valore artistico e culturale. Dal 1990, con la fondazione della TheaterOrchestra, Ovadia produce spettacoli come Golem, Oylem Goylem e Dybbuk, sulla Shoah, che nel 1995 viene accolto come uno degli eventi più importanti della stagione teatrale. Seguono Taibele e il suo demone, Ballata di fine millennio, Diario Ironico dall’esilio scritto con Roberto Andò, e numerose altre opere grazie alle quali si impone progressivamente all’attenzione del grande pubblico.
Nel luglio del 1995 il sindaco di Firenze gli conferisce il “Sigillo per la pace”, mentre nel 1996 Moni Ovadia riceve il “Premio speciale UBU” per la sperimentazioni su teatro e musica. In quello stesso anno avviene la pubblicazione del libro “Perché no?” che entra subito nelle classifiche dei libri più venduti.
Nel 1997, Ovadia mette in scena Il caso Kafka, scritto sempre con Roberto Andò e nel 1998 realizza, di nuovo come regista, Mame, Mamele, Mama, Mame, Mamma, Mamà, spettacolo che è rimasto per molti anni in tournée in tutta Italia.
Per il cinema, infine, partecipa a Caro Diario di Nanni Moretti e, con il ruolo di coprotagonista a Facciamo Paradiso di Mario Monicelli.
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